Una goccia di Paradiso: La storia - Madonna Addolorata del Perdono

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Una goccia di Paradiso: La storia

Manifestazioni della
Madonna Addolorata del Perdono

Dio opera nei modi e nei tempi stabiliti dalla Sua Sapienza.
Interviene nella nostra vita con segni, prodigi; con soffi leggeri, con stop, con sollecitazioni; suggerisce, tocca con la Sua potenza; benedice le nostre opere.
Si prende cura dei suoi figli, richiama, ordina; agisce con miracoli ed entra negli avvenimenti quotidiani per scrivere la storia della nostra vita.

Cenni biografici:
Alina Coia nasce il 10 Agosto 1937 a Cellole, un piccolo paese della Campania in provincia di Caserta.
Primogenita di quattro figli, frutto dell’amore di Luigi Coia e Pasqualina Verrengia.
Il 25 Settembre 1955 sposa Salvatore Trotta, e un anno dopo, il 19 Settembre del 1956 da alla luce la sua unica figlia, Giovanna.
La vita in quei paesi e in quel tempo non è certo facile e nel 1960 come molti loro compaesani i coniugi Trotta cercano all’estero un lavoro che permetta loro una vita dignitosa: eccoli emigranti in una cittadina della operosa Germania, che dista 150 Km. da Monaco di Baviera.
Inizialmente operai in una fabbrica di sedie a sdraio, poi in una industria metalmeccanica. Trascorrono così quasi 10 anni e nel 1969 ecco aprirsi uno spiraglio, una occasione per ritornare in patria: con i pochi risparmi e con tanto coraggio, acquistano un bar in quel di Cavarzere, cittadina della provincia di Venezia. Attività che gestiscono con impegno e non poche difficoltà fino al 2001 quando passano la mano alla figlia Giovanna.
Da quel momento Alina si dedica completamente alla missione richiestale dalla Mamma Celeste, la diffusione del “messaggio cristiano”:
Amore, Pace e fraternità fra tutti gli uomini
Se crederemo vedremo, alla fine, la gloria di Dio!
Siamo chiamati a collaborare al piano di salvezza preparatoci dalla Sua Misericordia; siamo chiamati ad aderire con il nostro “FIAT” al Suo “VIENI, SARAI SANTIFICATO!”. Onore e gloria a Lui per questo “chinarsi” sulla Sua creatura, per questo “trepidare” per la nostra salvezza; per i tanti “auxilium” che ci favorisce.
Aiuti concreti, visibili, tattili.i Suoi messaggeri, i Suoi annunziatori sono tra noi.
Ed è così che, un giorno, nell’ormai lontano 1997.…..

    ALINA COIA di Cavarzere, mentre si reca ad aprire il suo esercizio commerciale per la normale attività, vede più volte una luce a forma di palla, che lascia dietro sé una voluminosa scia. Non capisce; non sa di che si tratta! Continua la sua preghiera girando, un po’ tormentata a dire il vero, i pedali della sua bicicletta. Il cagnolino Asso, fedele accompagnatore, scodinzola allegramente. Di ritorno dal lavoro racconta della visione al marito, che la consiglia di soprassedere; le chiede di non aprire bocca.
Per qualche tempo non succede più niente.  Alina porta in cuore e nella preghiera le sue preoccupazioni, soprattutto di carattere familiare. Con tanti pensieri e molte preghiere una mattina di dicembre 1997 se ne va al lavoro. La pioggia caduta abbondantemente rende la strada fangosa; il freddo punge a quell’ora del giorno. Una donna, bella ed aggraziata, le si para davanti.
Un saluto renderebbe quest’alba meno amara e pesante.
“Buon giorno, signora!”
“Buon giorno!” risponde lei.
Ancora Alina:
“Dove va, signora, a fare assistenza in ospedale?”.
“Si!”, risponde con dolcezza la donna.
Alina riprende:
“Eh!, con questi figli! Ma lei ha figli, signora?”.
La donna, alla pari di Alina, è sul fango, ma per niente sporca. Ha un saio marrone, bella carnagione olivastra, occhi luminosi, capelli neri.
Asso, il cagnolino, è muto e sembra capire l’evento epocale.
La risposta alla domanda di Alina arriva da una donna corrucciata e in ansia.
“Ne ho tanti, figlia mia, tanti, tanti. Prega, figlia!”
Un po’ imbarazzata, Alina si ripete chiedendo se va all’ospedale.
Risponde la donna: “Adesso guarda dove vado!”
All’improvviso scompare questa dolce signora.
Meraviglia e stupore lasciano attonita Alina. Si guarda attorno, la ricerca con lo sguardo e ritrova, invece, la palla con la scia luminosa avvistata tempo prima. Turbata e inquieta, percorre ancora più in fretta del solito la strada che porta al suo esercizio. Apre bottega e di lì a poco entra una donna molto bella con tre barboncini bianchi, che mette sopra uno dei tavoli del bar. Incredula per quanto vede, Alina le chiede di far scendere i cagnetti dal tavolino.
“Stai tranquilla, devono stare qua! Non ti preoccupare; poi li tiro via!”
…..Così la bella signora.
“Portami un caffè, piuttosto!”.
Quando Alina porta il caffè al tavolo nota che calza gli stessi sandali visti addosso alla donna incontrata per strada poco prima. Poi, in un frangente di assenza di Alina, la donna sparisce, lasciando sul tavolo la tazzina con il caffè non consumato.
Nuovo stupore di Alina, che in fretta fuoriesce dal locale per ricercare la donna. Mestamente rientra: lì fuori c’è solo qualche passante infreddolito che saluta e tira dritto. Ma….meraviglia!!!….. Sul tavolo, parzialmente nascosto dalla tazza di caffè, intravede un piccolo fiore. E che profumazione intensa! In un impeto di sconforto avverte di dover bere quella tazza di caffè neppure toccata dalla signora. Giù, tutta di un fiato, senza tentennamenti.
Lo Spirito agisce anche così: facendoti operare come Lui vuole, incurante della causa, ma badando all’effetto.
Alina di lì a qualche giorno avverte che in lei è cambiato qualcosa: agisce sempre più in Spirito e sempre meno nell’umano.
La preghiera è incessante per ore. Più pregnante, più energica, più intensa.
Dio sta operando in lei e chiede la sua disponibilità.
Ancora la palla con la scia di luce si ripresenta il 4 febbraio 1998, allorquando se ne esce per andare al lavoro.

E’ lì, sotto il bel salice piangente che si erge poco lontano dalla sua abitazione.

Sbigottimento!

Ancora questi segni.
Ma ora intuisce di che si tratta, specie dopo l’incontro con la misteriosa donna della tazzina di caffè. Di fronte a questo evento Asso si accuccia a terra rimanendo immobile.
Alina si ferma e chiede: “Ma chi sei, sei uno spirito?” Non riceve risposta.
Il 4 marzo, a distanza di un mese esatto, ancora la luce, la scia luminosa e lo stupore di Alina.
E la luce prende forma, si fa silhouette, si concretizza, si materializza….. e parla!
“Sono la Mamma Celeste! Figlia mia, cerca di far pregare, porta la preghiera nelle case. Il mondo sta finendo; non c’è più umanità. Tu sei stata scelta per questo!”, estatica e rapita, farfuglia: “Chi sei?”donna luminosa: “Ti farò sapere di più!”
E puntuale, dopo un mese, la gran luce che avvolge la figura di donna si ripresenta.
Nel mezzo, la luminosa donna si rivela.

"Sono la MAMMA ADDOLORATA del PERDONO”.
Ancora, dopo un mese, il 4 maggio, appare la Madonna Addolorata del Perdono chiedendo preghiera.
“Prega, figlia, e fai pregare, ché il mondo sta finendo, non c’è più umanità. In questo posto si formerà un gruppo di preghiera e tu andrai in tutte le case a pregare”.
Stavolta Alina parla delle straordinarie apparizioni a intimi amici, che consigliano l’esposizione dei fatti a un Sacerdote. Interpellato, il sacerdote risponde:
“Se son rose… fioriranno!”
E inizia così il cammino di preghiera richiesto dalla Addolorata del Perdono.
Alina va di casa in casa portando con sé una piccola statua della Madonna. In alcune famiglie non è accettata, ma il coraggio e sostegno datole da tanta Mamma la fa continuare imperterrita nella missione assegnatale. Piccoli cenacoli di preghiera iniziano a formarsi; un proprio gruppo di preghiera prende forma e consistenza.



Dopo qualche tempo, il salice, che si erge rigoglioso fronte casa di Alina, accoglie una casetta con una piccola statua della Madonna ed è di questo periodo l’inizio orante del gruppo che si ritrova mattino e sera. Alina ha pure delle locuzioni interiori, che puntualmente trascrive.
Un Sacerdote continua a seguirla in questo primo straordinario percorso spirituale; accogliendo un suo desiderio fa arrivare sul luogo una grande statua mariana, dono del gruppo di preghiera, tuttora conservata ed esposta.

Ma non finiscono per Alina gli accadimenti trascendentali!

Fine settembre 1998: torna a casa dal lavoro affaticata e si corica a letto. La preghiera però, nonostante la spossatezza che la coglie, sgorga spontanea e fluida, gli occhi rivolti alla finestra. Una grande croce le si para innanzi e Gesù vi è appeso, grondante sangue alla testa, ai polsi e piedi.
La visione altera il suo animo: c’è in lei dolore, dispiacere, rammarico. Impressiona il sangue che sgorga copioso e ancor più Gesù sofferente che si lamenta. Il balzo dal letto di Alina è subitaneo, le gambe tremolanti. Si avvicina trepidante al punto dove si trovava la croce per capire, vedere se c’è sangue: la visione sembrava così reale! Non trova niente!

L’inizio del 1999 vede la prima estasi di Alina mentre si trova in preghiera, davanti al salice col gruppo.
Arrivano i messaggi della Madonna Celeste e Alina ora può offrirli a voce. Tutti vedono e possono sentire i messaggi della Vergine, che vengono registrati, stampati e divulgati.
Davanti alla statua di Maria, pochi giorni dopo, avverte un grande fuoco al petto. Non si lamenta: confida piuttosto nella Misericordia di Dio. Una volta allontanatosi il dolore lacerante appaiono sul suo petto delle croci leggermente in rilievo.
Sembrano impresse col fuoco!
Di fatti straordinari ne accadono ancora nello stesso periodo. Una sua catenina d’oro cambia immagine religiosa mostrando ora l’icona della Madonna Addolorata del Perdono.
A contrastare questo “crescendo” spirituale, però, ci pensano i familiari, che con incredulità e azioni di disturbo minano il grande impegno di Alina.
Difficile, comunque, contrastare Maria che per lei ha deciso diversamente.
Ed ecco che per rafforzare il suo credo Alina, peraltro provata e amareggiata, conosce meglio, per volontà di Dio, una signora che qualche volta si era recata nel bar che gestisce.
Con costei conosce Padre Pio e ne resta affascinata. Inizia a pregare il Santo e sarà così grande amore. Una notte il venerando Padre le appare in sogno vestito di bianco, in un campo di gigli bianchi e rosa.
“Padre Pio, ti hanno fatto bianco qua?” chiede Alina.
Risponde il Santo: “Si, vedi quella?”, e in sogno le fa conoscere una signora che sta frequentando con discrezione la preghiera davanti alla Madonna vicino al salice. Sarà importante per lei questa presenza, consolatoria e coadiuvante, amica e protettiva.
La Madonna rassicura Alina sul cammino del gruppo.
E’ confortante Lei, incitante, aiuto morale e fisico.
E Alina sa ora interpretare alla perfezione la volontà di Maria.
Le cattiverie che nascono nel gruppo vengono tenute a bada.Qualcuno si allontana dal gruppo di preghiera. Come dire: “Molti i chiamati della prima ora, ma pochi gli eletti”.Rassicura Alina la Mamma Celeste. “Figlia mia, fra un po’ di giorni vanno via e non li vedrai più!”
E gli eventi dimostrano che la Madonna sceglie, accorpa gruppi; altresì sceglie dividendo, allontanando, indicando, distinguendo.
“Figlia mia, prega e fai pregare; questo è il nocciolo, perché io sono Addolorata. Questo paese deve essere a me e a Gesù perché credano; l’umanità sta finendo!”.La chiesa di Cavarzere, davanti a questi eventi piuttosto coinvolgenti, resta silente e attendista, così come in altre situazioni analoghe in luoghi diversi.
Il consiglio è di: “non dire….ti prendono per matta”.

Confortano Alina qualche telefonata e qualche lettera di alcuni sacerdoti che, comunque, diradano le loro visite in loco.

Maggio 2002: la piccola statua di Maria, arrivata da Medjugorje, trasuda olio profumato.
Successivamente anche l’altra più grande trasuda.
E Maria interviene dando indicazioni, su come si deve usare l’olio che fuoriesce dalle statue.

Messaggio del 05.11.2002 della Madre Celeste
– Ore 02,35 –

Figlia mia, il Santo Olio usato con Fede e Amore serve per curare le ferite dei cuori, dei corpi; e con il Santo Rosario formano un’arma potente. Ungete con esso la fronte, la gola, il cuore di tutti i miei figli che lo desiderano e, per il loro bene, gli ammalati, gli indemoniati, coloro che cercano la pace interiore.
Con 5 gocce di olio santo mescolato all’olio di oliva benedetto condite i cibi.
Ricordate, l’Olio Santo è uno strumento dato da Dio per guarire, ma il medico è sempre Dio Padre; abbiate Fede, pregate e Dio vi curerà. Non sprecate l’Olio; è il prezioso strumento di salvezza per il corpo e l’anima. Contro il maligno vi proteggerà la Mamma Celeste.
Abbiate Fede. Vi amo e vi benedico.


                   



                   Luglio dello stesso anno: altro fatto sconvolgente e veritiero: una foto che sanguina.
                   Alina sta pregando nella sua cucina, quando un lamento la distoglie: “Aiuto, ahiii!”.
                   Si gira e vede la foto del crocifisso ligneo del Duomo di Cavarzere che sanguina.
                   Esce di casa a chiamare le persone che si trovano in preghiera innanzi al capitello,
                   e si può ben capire il suo stato d’animo.
                   Questi, impressionati dai richiami, si precipitano a prendere visione di quanto sta
                    accadendo…. e…..vedono, constatano che gli occhi del Cristo sanguinano.
                   Per qualche giorno, dalla foto continua a fuoriuscire il prezioso liquido.
                  Alina raccoglie il grido di dolore del Cristo, i suoi lamenti, la sua grande sofferenza.

Un altro sacerdote (Don Franco Bartolomiello) fa visita ad Alina attirato dagli eventi che si stanno susseguendo.
“E’ entrato Gesù qua, oggi; adesso sei nel Signore! A tutti quelli che soffrono con il Signore succede questo!” Così il padre.
E a Natale dello stesso anno anche la bellissima statuetta presepiale di Gesù di origini napoletane, che Alina espone in casa, inizia a lacrimare; dapprima liquido oleoso, poi sangue.
E la grazia di Dio, ancora, agisce in Alina toccandole il palmo delle mani e i polsi, che di lì a poco iniziano a sanguinare. In Quaresima fuoriesce ancora più sangue e danno più dolore. Ai piedi, un giorno, sente una stilettata mentre sta pregando con amiche di fronte al Crocifisso: i piedi sanguinano!
Sempre più coinvolta nel Calvario di Nostro Signore, Alina ringrazia ed esalta Dio per i suoi patimenti, che completano nella sua carne quelli sofferti dal Cristo.
2003: la Quaresima offre ad Alina ancora dolore e prove di sofferenza con perdita di sangue e con una speciale marchiatura sulla fronte: una croce rossa leggermente in rilievo. La stessa si manifesta ancora, fuor di Quaresima, saltuariamente. Il nuovo Parroco di Cavarzere inizia con attenzione a seguire la vicenda Alina.
Il resto è storia dei nostri giorni!
Preghiere, canti, inni a Maria e al Cristo davanti alla statua della Madonna Addolorata del Perdono vengono espressi quotidianamente dalla devozione popolare che sempre più si intensifica in questo sito.
Maria chiama!
E la sensibilità religiosa di molti è toccata.
Maria vuole sensibilizzare tutti, vuole dare coscienza al suo popolo, vuole consapevolizzare al Suo messaggio di salvezza.
Dà speranza, allarga orizzonti, indica strade. Testimonia ancora e sempre che il Cristo è l’unica via di salvezza per l’uomo; che il ritorno a Dio è vincente per l’umanità; che la preghiera, oggi e sempre, è linfa vitale per l’animo, per lo spirito, per il cuore dell’uomo.

(n.r.)
Queste pagine vogliono essere unicamente un’esposizione cronologica di fatti così come sono accaduti e come sono stati riferiti da Alina.

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